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Gigi Guadagnucci è nato, nell'aprile del 1915, a Castagnetola, un paese vicino a Massa, proprio dove le Apua-ne degradano verso il mare. Fin da bambino, seguendo le orme dei fratelli maggiori, impara a lavorare il marmo, frequentando i laboratori di scultura e matu-rando cosi una precoce esperienza.

Nel 1936 si stabilisce in Francia, a Grenoble, dove mette a frutto quello che ha imparato, dedicandosi alla scultura. Lavora con Gilioli e si dedica, da autodidatta, allo studio della storia dell'arte e al disegno.

La guerra interrompe, almeno in parte, la sua formazione artistica. Il servizio prestato nel-la Legione Straniera e poi l'attività nella re-sistenza lo impegnano su un terreno diverso e tuttavia facilitano il suo inserimento nella società francese.

Finita la guerra e dopo un breve soggiorno in Italia, durante il quale allestisce comunque, a Firenze, alla Casa di Dante, la sua prima mostra di disegni, ritorna in Francia e si sta-bilisce, nel 1953, a Parigi.

Frequenta la comunità degli artisti e il contatto con gli ambienti culturali più aggiorna-ti favorisce la sua maturazione. La straordi-naria manualità e la grande conoscenza della materia si concretizzano tuttavia in una visio-ne artistica e in una concezione: un'idea della scultura che per sottrarsi alla tentazione del-le mode, guarda alla tradizione, all'esempio dei classici.

Quando alla fine degli anni Cinquanta espo-ne per la prima volta le sue sculture, per molti è una felice scoperta. Da lì a poco ottiene co-sì i primi riconoscimenti pubblici e quando, nel 1964, Pierre Courthion gli dedica un ma-gnifico saggio su "XXème Siècle", esprime un apprezzamento ormai molto diffuso.

A partire dagli anni Sessanta la presenza di Guadagnucci alle principali manifestazioni di scultura contemporanea è ormai ricorrente. Le rassegne Jeune Sculpture, Salon de Mal, Comparations, Réalltés Nouvelles, Grands et Jeunes d'aujourd'hui, Art Sacré, Biennale de Menton, Biennale di Carrara, Quadriennale di Roma, lo vedono, in alcuni casi ripetutamente, fra i protagonisti.

Nello stesso periodo esegue sculture monumentali in molte città francesi ed in partico-lare a Créteil, Tours, Marseile, Corneil-le-en-Parisis, Cannes, Draveil, Isle-sur--Sorgue, Frévent, Albenville, Thonon-les-Bains, Strasbourg, Bruay-en-Artois, Greno-ble, dove, in occasione dei Giochi Olimpici In-vernali, partecipa al Primo Simposio Francese di Scultura, ed infine a Montecarlo.

Dalla metà degli anni Settanta è tornato a vi-vere a Massa, vicino alle cave dove sceglie i marmi per le sue sculture, pur continuando periodicamente a frequentare il suo vecchio studio di Montparnasse.

Fra le sue ultime realizzazioni sono da ricor-dare le sculture installate nel palazzo del sul-tano del Brunei, all'Hilton di Tokio, nel Pa-lazzo Ducale ed in quello Comunale a Massa. Con la sensibilità di sempre, attivo e vigoro-so nonostante l'età, continua scolpire il mar-mo a cui è legato da una passione antica, cre-sciuta col passare degli anni. Lavora sia in pic-cola che grande dimensione prediligendo i marmi statuari che meglio si prestano ad es-sere svuotati fino ai minimi spessori, fino al-la trasparenza.

Nonostante una perdurante reticenza a mo-strare le sue sculture in pubblico e una tena-ce riluttanza a distrarsi dal lavoro per curare la promozione ed il mercato delle sue opere, ha partecipato a numerose esposizioni collet-tive ed ha allestito importanti mostre per-sonali.

Negli anni Novanta si dedica alla realizzazione di gioielli, veri capolavori dell'arte orafa, che riprendono le grandi opere in marmo: sculture da indossare.

 

MOSTRE  COLLETTIVE

MOSTRE  PERSONALI

OPERE  NEI  MUSEI

OPERE MONUMENTALI IN LUOGHI PUBBLICI E PRIVATI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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